METAFORE DEGLI ORGANI INTERNI

 

Quando un organo interno viene colpito da un problema o da un disturbo, la prima cosa da fare è porre attenzione alla zona del corpo in cui si trova l'organo in questione. Bisogna sempre tenere presente ciò che simboleggia la zona del corpo coinvolta, perchè è la cornice in cui vanno inserite le informazioni che ci dà l'organo, il quale solitamente rappresenta aspetti pi p rappresenta aspetti più interiori. Gli organi interni comprendono la metafora della zona in cui si trovano. Ad esempio, tutto ciò che viene riferito allo stomaco va inquadrato nell'area emotiva, che è la metafora principale della zona addominale.

COLON

rappresenta la nostra relazione con la qualità (e la scelta della qualità piuttosto che della quantità), il nostro senso del piacere, godimento, soddisfazione e bellezza. Oltre al piacere non ha nessun'altra funzione conosciuta e questo ha un significato: oltre agli altri aspetti, manifesta l'esistenza di un principio del piacere nella vita.

CUORE

E' il senso dell'amore nella tua vita. Se lo disegni sembrano apparire due orecchie una di fronte all'altra, che stanno a significare l'ascolto con il solo udito del cuore. E' un organo che produce un suono proprio. Rappresenta il fatto di sentirsi amati, di dare amore o il suo contrario (che consiste in ciò che simboleggiano i problemi). I disturbi al cuore manifestano delle carenze affettive in qualche ambito della vita. Le persone che hanno degli infarti normalmente non si sentono amate.

FEGATO

Il fegato rappresenta la tua attuale filosofia di vita. Possiamo vedere la filosofia di vita come l'insieme di tutte le convinzioni personali. Tutti siamo filosofi e abbiamo la nostra filosofia, però molto spesso si manifesta inconsapevolmente e con una forza tale che non possiamo fare niente per cambiarla. L'insieme delle tue convinzioni determina ciò che sei e ciò che non sei. Approfondire l'interiorità e i concetti spirituali può allentare la pressione del fegato. Solitamente i problemi a quest'organo riflettono delle convinzioni come "Tutto è una lotta" o "Non c'è via d'uscita". Forse non possiamo fare niente per cambiare la realtà, però possiamo cambiare la nostra opinione su di essa: ciò che ci ostacola NON è la realtà, ma il nostro modo di vederla e percepirla. In fondo, il nostro modo di valutare le cose, ciò a cui crediamo, è il fattore che crea la nostra esperienza della realtà. Ognuno vede quello che si aspetta di vedere. Molto spesso il cambiamento di punto di vista ha un effetto istantaneo e quasi magico sulla realtà "fisica". La vita è creativa, è positiva ed esistono più soluzioni che problemi; per ogni problema c'è più di una soluzione. Se dal punto in cui ti trovi non riesci a vederle, puoi cambiare la tua posizione.

 

Dal libro "La Medicina dell'Anima" di Eric Rolf...    Metafore del corpo: Ginocchia e Piedi

Secondo la Medicina dell’Anima ogni organo, sia interno che esterno, è legato ad aspetti della nostra vita personale. Un malanno ad una parte del corpo indica che un’area della vita è fuori equilibrio. Dedicando la giusta attenzione a quegli aspetti della vita il malanno scompare

 

GINOCCHIA

Le ginocchia rappresentano il rapporto con i genitori e sono legate al tema del potere, sia materiale che immateriale. Il ginocchio sinistro rappresenta la madre (mater, in latino, significa “madre” e “materia”), le fonti del potere materiale e il modo in cui ci muoviamo nel mondo “materiale”. Il ginocchio destro rappresenta il padre, l’autorità, ed è un simbolo di potere immateriale e spirituale. I problemi alle ginocchia sono molto comuni, perchè esprimono le difficoltà nel comprendere ed accettare i genitori e il loro modo di partecipare al nostro percorso. Il dolore ad un ginocchio può essere interpretato come un invito ad analizzare il rapporto con uno dei nostri genitori. In quasi tutte le religioni i fedeli si inginocchiano al momento della preghiera, perchè questo gesto rappresenta una forma di sottomissione e di abbandono a Dio e allo Spirito. Quando una persona si inginocchia entra in uno stato diverso rispetto a quando sta in piedi o seduta: si mette in una posizione che esprime un atteggiamento non egoistico, vulnerabile e aperto.

 

PIEDI

Come per il resto del corpo, bisogna distinguere quale piede viene colpito: tutto il lato sinistro dell’organismo, infatti, indica la direzione interna, che si tratti di un uomo o di una donna, mentre il lato destro indica la traiettoria esterna.

Il piede è la parte su cui ci appoggiamo completamente, quindi costituisce la metafora della base. Noi percepiamo il mondo attraverso i nostri piedi, che creano un contatto diretto con esso quando siamo in posizione eretta o quando ci muoviamo. I piedi rappresentano le nostre convinzioni fondamentali relative alla comprensione del mondo, l’insieme di tutto quello che capiamo, la nostra percezione totale. Indicano il nostro modo di intendere il mondo, o quello che ci hanno spiegato spiegato e abbiamo creduto su di esso. I problemi ai piedi simboleggiano convinzioni molto radicate sulle quali si sovrappongono nuove convinzioni meno stabili.

Può darsi che alcune delle cose che abbiamo vissuto ultimamente ci provochino delle convinzioni contrapposte, cioè convinzioni nuove che si oppongono a quelle vecchie. Le convinzioni più vecchie rappresentano la base di tutte le nostre convinzioni; i problemi ai piedi quindi indicano la nostra resistenza a sostituirle con quelle nuove.

Tutta la nostra vita si basa sui piedi e qualunque problema ai piedi è legato alla persona nella sua totalità. Non stare con i piedi per terra è la metafora di una fantasia eccessiva … vivere in un’altra realtà.

I problemi in questa zona possono rappresentare una difficoltà nel conciliare la realtà interiore con quella esteriore.

METAFORE DEGLI ORGANI ESTERNI

 

Schiena

La schiena è l’area dell’appoggio ed è legata alle nostre convinzioni relative al sostegno che ci viene dagli altri e dalle circostanze; in generale, rappresenta la misura in cui ci sentiamo appoggiati dalla vita. Un forte dolore alla schiena è la metafora del sentirsi poco aiutati dalla vita. Tutti i problemi alla schiena sono legati al concetto di sostegno. Il nostro rapporto con il mal di schiena è curioso, perché ci capita molto spesso di dire: “Oggi ho tanto mal di schiena”, come se questo dolore fosse qualcosa di intermittente, che va e viene, e fosse legato solo a delle cause fisiche. La forza della vita, l’energia vitale o kundalini, è presente in tutti i corpi e sale dalla base della colonna vertebrale. Se non ci sono blocchi, questa energia vitale fluisce fino alla testa, che costituisce il punto di integrazione che si connette al divino tramite la sommità del cranio. Man mano che sale, diventa sempre più raffinata. Puoi notare il punto in cui si blocca la kundalini, perché è la zona che ti dà disturbi. Se immaginiamo la colonna vertebrale come una sorta di canale o di tubo attraverso cui passa l’energia, capiamo che le nostre convinzioni, resistenze e paure sono ciò che ostacola e impedisce completamente il passaggio di energia. La zona che ti fa male ti da una traccia per permetterti di scoprire in cosa consistono le tue resistenze. La respirazione consapevole, che è il primo alimento dell’anima, è la base per riuscire a canalizzare il passaggio dell’energia grezza. Nella schiena si distinguono tre zone a seconda dell’area della vita colpita: la parte inferiore, quella centrale e quella superiore.

 

Parte inferiore della schiena

La zona inferiore rappresenta i bisogni primari: sopravvivenza, lavoro, aggressione, convinzione di non essere in grado di far fronte alle nostre necessità fondamentali nell’ambito fisico e materiale, carenze a qualunque livello e in rapporto agli altri. I problemi in questa zona indicano dei punti di vista limitati sul modo in cui il nostro lavoro si armonizza con la nostra vita per quanto riguarda gli aspetti economici, gli impegni e l’ambiente familiare. Lamentarsi è una manifestazione di impotenza che non serve a nulla; anzi, rafforza il problema e non aiuta a trovare una soluzione. La mancanza di denaro non dà luogo al dolore alla schiena; sono le convinzioni legate alla mancanza di denaro che possono crearlo. La kundalini, l’energia vitale, sale dalla base della colonna vertebrale fino alla sommità del cranio. I problemi alla base della colonna stanno a significare che il modo in cui interpretavi il mondo e te stesso è cambiato e ora hai bisogno di ampliare il tuo orizzonte per permettere all’energia vitale, che si è resa disponibile in quantità maggiore, di scorrere. I colpi al coccige sono una sorta di esplosione della kundalini e indicano che il nuovo livello di energia ha bisogno di uno spazio più ampio, di un passaggio più agevole. Infatti, i tubi e i canali vecchi sono diventati troppo stretti e l’energia non può passare; allora si producono queste esplosioni nel coccige, che bruciano come un fuoco. Il dolore è la metafora di un nuovo livello di energia che ha bisogno di essere riconosciuto e incluso nella nostra vita.

 

Parte centrale della schiena

La zona centrale rappresenta la parte emotiva, il sentirci appoggiati dalle persone a cui teniamo: le convinzioni sul fatto che ci amino, che ci apprezzino e che ci diano valore a livello sentimentale. Questa zona è la parte più piacevole e morbida della schiena, perché si trova dietro il cuore e i polmoni. Le emozioni, infatti, sono il motore della vita. Un esempio di ciò che potrebbe provocare un dolore in questa zona è che una persona a cui teniamo ci critichi per qualcosa che abbiamo fatto e, siccome ci identifichiamo con le nostre azioni, prendiamo la critica come una valutazione personale. Quando qualcuno ci critica non vuol dire che ci disapprova o che non ci vuole bene, ma solo che non è d’accordo con una determinata cosa che abbiamo fatto. Una soluzione potrebbe essere: “Qualunque cosa tu faccia, ti vorrò sempre bene allo stesso modo”. Ma torniamo al problema dell’accettazione di sé. Quando qualcuno dà un giudizio su di noi di solito lo prendiamo molto sul serio, indipendentemente dal fatto che sia favorevole o contrario, come una lode o una pugnalata. In momenti come questi è importante ricordare che non è l’altra persona a dare un significato positivo o negativo a ciò che dice, ma siamo noi a scegliere, consapevolmente o meno, di reagire in una determinata maniera. Inoltre in questa zona si manifesta il nostro bisogno di controllare le persone la cui approvazione è molto importante per noi (le loro azioni, i loro comportamenti, i loro sentimenti) con l’intenzione che ci dimostrino quanto ci vogliono bene.

Tratto dal libro "Medicina dell'Anima" di Eric Rolf...

I PRINCIPI DELLA MEDICINA DELL'ANIMA:

 

La vita è un'unica e consapevole totalità che si trova in comunicazione creativa e costante con ciascuna delle sue parti e aspetti. La vita sa quello che fa e ce lo comunica.

- Il caso non esiste. Per effetto del sincronismo, tutto accade contemporaneamente.

- Essere in buona salute è lo stato naturale.

-Non esistono nè malati nè malattie; esiste la comunicazione.

- L'unica eccezione è la sordità spirituale.

- La malattia è una parte di noi che richiede la nostra attenzione e che cerca di farci diventare consapevoli.

- Chiamare una comunicazione "malattia" ne ostacola la comprensone (cioè la conoscenza e l'azione appropriata) e la trasformazione (ovvero la guarigione).

- La risposta si trova davanti ai tuoi occhi; però per vederla devi vivere nel presente.

- La vita ci parla tramite il corpo.

- Il linguaggio degli organi e delle malattie è uno tra i tanti modi che usa la vita per comunicare con noi.

- La vita usa questo linguaggio metaforico e personale, che chiamiamo linguaggio creativo interiore, per rispondere alle nostre domande.

- Tutti possiamo riconoscere questo linguaggio quando ci diamo la possibilità di ampliare il nostro paradigma di vita e la nostra visione del mondo.

- La capacità di utilizzare e comprendere il linguaggio creativo interiore è chiamata intuizione.

- L'intuizione produce le metafore ed è fondamentale per la loro interpretazione.

- Esiste un codice segreto del corpo che viene descritto dettagliatamente nella Medicina dell'Anima.

- La malattia (i sintomi) rispecchia il tono di voce della vita.

- Il paradigma dei sintomi ci offre ulteriori informazoni.

- I sintomi sono la guarigione vissuta alla cieca; le conseguenze, viste come metafore, indicano il processo o il percorso attivo verso la guarigione.

- La cosa più importante è quale parte del corpo, quale organo e quale organo e quale zona siano implicati nella condizione di malessere.

- é il paziente che cura il medico.

- In moltissimi casi, il malato non vuole guarire; ovvero, non vuole compiere la nuova azione che gli viene richiesta (pagarne il prezzo nella sua vita), anche se sostiene l'esatto contrario.

- Generalmente il malato vuole che cambino le cose senza dover essere lui a cambiare il suo stile di vita.

- Se si scopre il momento in cui sono state poste le basi della malattia, il paziente può osservarsi in maniera consapevole e vivere le emozioni legate a quell'evento. Se il paziente vuole davvero curarsi e pagare il prezzo nella sua vita, la malattia regredisce.

- Ogni malattia porta un beneficio per il paziente. Se il malato non è disposto a rinunciare al beneficio, nessuno può curarlo.

- Se il paziente non vuole curarsi, nessuno può guarirlo fino in fondo.

- Sia la vita che la medicina sono più un'arte che una scienza.

- Nè nella vita nè nella Medicina dell'Anima esistono cause fisiche dei problemi, anche se apparentemente sembra che ci siano.

- La Medicina dell'Anima è una medicina di contesto più che di contenuto, fatta più di cause che di sintomi.

- Il tuo corpo è già pronto per l'avventura della tua Anima.

- Le malattie originarie non sono fisiche nè mentali, ma sono ambiti di percezione che possono sfociare in grida o malattie.

- La numerologia dell'anima può darti informazioni valide quando il tuo corpo ti chiama.

- L'anima non si ammala però va nutrita.

- Questi sono gli alimenti per l'anima: respirazione consapevole, meditazione, creatività consapevole, umorismo e risata, movimento corporeo consapevole, spazi luminosi e puliti, consapevolezza delle metafore, usare l'intuizione e osare con essa, atti di potere e volontà, bere e utilizzare acqua pura, suoni, musica, canto, viaggiare per il mondo, fare attenzione a ciò che la vita ti presenta, accettare sfide e assumersi i rischi e rischiare soprattutto con il proprio ego, dare consapevolmente, scegliere impegnarsi e agire, partecipare osare e rischiare.

- Quanto più entriamo in relazione con la nostra anima, maggiore sarà il benessere che sperimentiamo a tutti i livelli.

- Al principio Dio rise! Noi siamo come le onde di questa risata originaria.

- La risata è sempre nuova. Ridere calma e tranquillizza la mente. Nel momento in cui ridiamo, entriamo nello stadio Alpha. L'ego può resistere a qualsiasi sfida tranne che alla risata. L'umorismo e la risata sono spirituali e hanno potere di guarigione.

- La paura è forza creativa allo stato selvaggio. Affrontarla o fuggire non sono le uniche alternative per fronteggiare la paura. La paura non è del tutto negativa, ma bisogna trasformarla. Bisogna trovare la paura nel proprio corpo per iniziare a trasformarla. L'attenzione consapevole è l'elemento catalizzatore e alchemico di questa trasformazione, che avviene attraverso la respirazione consapevole. La paura viene dal futuro, non c'è paura nel presente.

-  Lo stato naturale della mente è quello di essere vuota e silenziosa. I pensieri sono materia sottile e richiedono una trasformazione.

- Noi stessi creiamo la nostra esperienza della realtà fisica secondo le nostre convinzioni. Ognuno di noi, basandosi sulle proprie convinzioni, stabilisce le regole di svolgimento della sua vita. Non esiste nessun altro oltre a te. Il tuo corpo è dentro la tua mente e la tua mente crea il mondo.

......e molto altro ancora....

Vi invitiamo a leggere il suo libro: Iniziazione alla Medicina dell'Anima di Eric Rolf.

Articolo tratto dal libro "Auricologia Energetica" di José Luis Pachòn Reyes...

 

L'Auricologia Energetica è una tecnica precisa, veloce ed efficace soprattutto nei casi di dolori e problematiche OSTEOARTICOLARI...SI HA UNA RISPOSTA IMMEDIATA.

La maggior efficacia di questa tecnica rispetto alle altre discipline riflessologiche è dovuta alla vicinanza dei nervi auricolari (incaricati di trasmettere lo stimolo) al cervello, posizione che garantisce una risposta immediata e senza interferenze.

 

Sistema Muscolo-Scheletrico

 

I punti auricolari muscolo-scheletrici rappresentano la pelle, muscoli, tendini, legamenti e le strutture ossee della zona di riferimento, così come la circolazione sanguinea che irrora l’area.

 Attraverso l’auricologia si possono migliorare problemi di tensione muscolare, crampi, debolezza muscolare, tendinite, fratture ossee, osteofiti, edema articolare, artrite, herpes zoster, irritazioni e lesioni della pelle. Clinicamente, il dolore cronico miofasciale nella maggioranza dei casi si deve a una situazione di spasmo provocata dalla retro stimolazione cronica di un neurone sensoriale. Uno spasmo muscolare riattiva l’interneuroni nella colonna vertebrale che a sua volta sollecitano la eccitazione del motoneurone, il quale aumenta gli impulsi neuronali che arrivano al muscolo, mantenendo la contrazione.  Lo stimolo auricolare serve per interrompere il circolo vizioso di retro alimentazione fra neurone sensoriale e motoneurone.

 Nei punti di riflesso auricolare, la parte anteriore del padiglione auricolare tratta i problemi del neurone sensoriale, cioè, la sensazione di dolore nocicettivo, mentre che la superficie posteriore dell’orecchio si usa per gli aspetti neurali motori relazionati con lo spasmo muscolare.

 Nella parte anteriore si tratta il dolore e nella parte posteriore lo spasmo che retro alimenta il dolore.

 Secondo la MTC, i punti auricolari muscoloscheletrici attivano la circolazione di qi e sangue, eliminano il Vento, aprono i canali principali e collaterali, alleviando il dolore.

 

Colonna vertebrale e regione anteriore del corpo

 

Colonna cervicale

Localizzazione: sulla cresta della coda dell’antielice.

Azione: allevia la tensione e il dolore nella zona cervicale. Secondo la MTC, attiva la circolazione di qi e sangue, elimina il Vento, rinforza i tendini, apre i canali principali e collaterali, alleviando il dolore.

Indicazioni:

· Alterazioni degenerative della colonna cervicale, dolore e rigidità al collo, torcicollo.

· Artrite reumatoide.

· Paralisi e diminuzione della forza muscolare degli arti superiori, prurito nelle braccia.

· Gozzo e alterazioni della tiroide.

 

Collo

Localizzazione: nella coda dell’antielice dalla parte della conca.

Azione: calma il dolore e regola la ghiandola tiroide.

Indicazioni:

Torcicollo, infiammazione e dolore al collo, colpo di frusta, gozzo tiroideo,

iper e ipotiroidismo.

 

Colonna dorsale

Localizzazione: sul corpo dell’antielice dalla parte della fossa scafa.

Azione: riduce dolore e infiammazione. Secondo la MTC, attiva la circolazione di qi e sangue, elimina il Vento, apre i canali principali e collaterali, alleviando il dolore.

Indicazioni: Degenerazione delle vertebre toraciche, trauma e contrattura dorsale, dolore al petto, alla schiena, dolore costale e alla spalla.

 

Torace

Localizzazione: sul corpo dell’antielice, dalla parte della conca.

Azione: calma il dolore e l'infiammazione, agisce come broncodilatatore. Secondo la MTC, questo punto regola l’energia in generale grazie alla sua azione sul diaframma.

Indicazioni: Dolore per insufficienza coronarica, oppressione toracica, dolore costale, mastite, herpes zoster. Tosse, asma, singhiozzo.

 

Colonna lombare

Localizzazione: sul corpo dell’antielice.

Azione: agisce sulla zona lombare e sui legamenti e muscoli sacro iliaci. Secondo la MTC, rinforza i Reni, attiva il sangue, calma il Vento, attiva i canali principali e collaterali e riduce il dolore.

Indicazioni: Dolore lombosacrale acuto o cronico, ernia discale lombare, dolore e pesantezza alle gambe, dolore sciatico. Calcoli renali, incontinenza, difficoltà nella minzione.

 

 

 

Altro tema trattato nei corsi di Eric Rolf...

"MENTALITA' DA RICCO, O DA POVERO"

-Come influisce continuamente sulla tua salute, sulla tua prosperità e sulle

tue relazioni

-Come individuare ed eliminare le convinzioni da "povero"

-Come agire da "ricchi"

-Domande e risposte

Commenti di Eric Rolf sul tema: Come sapere se vedi il mondo come un

"ricco", o come un "povero"

Tutti i crimini e le azioni dannose di qualsiasi genere si basano su una mentalità

da "povero", comprese le tue decisioni quotidiane, se vanno contro il tuo

benessere, sia la salute, l'economia o le relazioni.

E' curioso che, quando una persona decide di compiere o di evitare una certa

azione, lo fa credendo di ottenere qualche beneficio.

Non si può sapere con esattezza quali saranno le conseguenze delle nostre

decisioni e delle nostre azioni. Potrebbero anche essere, o apparire negative

nell'immediato, per poi rivelarsi necessarie al compiersi di un altro risultato

positivo.

Sappiamo, però, che azioni compiute in una prospettiva da "ricco" generano una

notevole vibrazione creativa positiva, che influisce su tutta la nostra vita, anche

se i risultati immediati non sono quelli sperati.

Essere e pensare come un "ricco", oppure come un "povero" è qualcosa che si

apprende; anzi, veniamo al mondo ricchi, giacché nel ventre non ci mancava

niente, dopodiché impariamo ad essere "poveri", oppure prendiamo coscienza di

essere "ricchi".

Ricchezza e povertà sono argomenti ben conosciuti; invece è curioso come due

persone cresciute nello stesso luogo, ricevendo la stessa educazione e avendo

le stesse opportunità, finiscano poi facendo vite molto diverse. E' chiaro che

l'educazione fornisce conoscenze, ma non sempre offre le motivazioni per

metterle in pratica.

Ci sono culture che favoriscono una mentalità anziché un'altra. Quando si usa la

parola "mentalità", s'intende che include gli stati emozionali; forse abbiamo

bisogno di un'altra parola, qualcosa come "mentalità emozionale", oppure punto

di vista "mentazionale". Ci sono persino indicazioni scientifiche sul fatto che il

cuore sembra funzionare come un cervello.

Mentalità è la parola giusta, perché comprende tutte le nostre conoscenze e

convinzioni sul mondo; è il punto da cui lo vediamo. E' questo punto di vista che

ci fa sentire più o meno a nostro agio, come la persona che si sente a disagio in

un ristorante di lusso anche se è invitata, o all'opposto, un ricco che si sente a

disagio in un quartiere popolare.

Nella comunicazione si sa che il contesto dà il senso all'informazione; uno dei

nostri contesti fondamentali è quello di essere "ricco", cioè essere e avere

abbastanza per poter agire all'istante, e l'altro è quello di essere "povero", cioè

sentirsi privo di possibilità nel momento cruciale. E' un atteggiamento interiore

che condiziona la nostra vita e ogni decisione o azione intrapresa. C'è un

aneddoto in proposito; due commercianti di scarpe vanno in un villaggio africano

per valutare la possibilità di fare mercato. Uno dice:"Qui non c'è mercato perché

nessuno usa scarpe; vanno scalzi".

Invece l'altro dice:"Qui c'è grande opportunità di mercato; sono tutti senza

scarpe". Solitamente, il "povero" vede il problema e il "ricco" vede la soluzione.

Cosa significa essere "ricco" o "povero" nell'ambito delle relazioni? Anzitutto, il

"ricco" vede il mondo come un insieme di relazioni mentre il "povero" lo vede

come qualcosa di distaccato, di cui ha un certo timore.

Il "ricco" sa che per realizzare qualcosa di nuovo è necessaria una visione e

l'impegno di sostenerla, alimentandola con le azioni. La visione di un melo

provoca l'interro di un seme e la cura della piantina finché sarà cresciuta e darà

mele.

Il "povero" pensa con il portafoglio, se si può permettere di comprare o no; vive in

una prospettiva di tempo a breve termine. Molti operai riscuotono la paga

settimanalmente, mentre i loro capi riscuotono mensilmente; è chiaro che

ambiente di vita e quantità sono molto diversi. E pensare che usare

l'immaginazione richiede solo tempo e un po' di entusiasmo.

Dove c'è più rischio e responsabilità ci sono più opportunità.

La cosa importante è la pratica di essere "ricco", perché può succedere che uno

nasca in una famiglia ricca per certi aspetti, ma povera in altri; e viceversa.

Le pratiche spirituali come la respirazione cosciente, la meditazione, la

pianificazione scritta, l'organizzazione del tempo e la visualizzazione sono attività

con mentalità da "ricco".

Il "povero" vede cose grandi e gli sembrano difficili, laddove il "ricco" ha la

visione di una possibilità e dei primi passi da fare verso di essa.

Il "povero" crede che "se non lo può fare lui direttamente, non lo può ottenere". Il

"ricco" sa che ogni risultato è frutto di uno sforzo collettivo, sia pure con la sua

parte di responsabilità personale.

Perfino l'artista sa che lui dipinge solamente il quadro, ma è qualcun' altro che

decide se comprarlo o no. Saper condividere è ciò che viene chiamato marketing

e per molti artisti è una sfida. Il marketing rappresenta il dare. Dio è il direttore

marketing dell'universo.

Ricco o povero (r / p)

Come ti consideri rispetto a:

(r / p) le questioni economiche

(r / p) le questioni di salute

(r / p) come vedi il tuo coniuge, i figli e altre relazioni

(r / p) i piaceri che ti permetti

(r / p) il tuo rapporto con l'educazione

(r / p) il tuo lavoro

(r / p) il tuo rapporto con te stesso (autostima e accettazione)

(r / p) le tue convinzioni riguardo gli altri

(r / p) le convinzioni su ciò che pensi sia possibile o impossibile per te

 

(r / p) la visione di te stesso come artista e creatore

 

Tratto dal libro "Auricologia Energetica" di Josè Luis Pachon Reyes... 

 

Dentro un seme è presente l’intero Universo

 

Somatotopia significa che l’organismo nella sua interezza si riflette in una singola porzione di esso. Le zone somatotopiche più conosciute si trovano in aree ad elevata sensorialità: orecchio, naso, mani e piedi. Questo concetto era ben conosciuto ed applicato dagli antichi filosofi e medici cinesi, per i quali microcosmo e macrocosmo erano in diretta corrispondenza, nello stesso modo in cui la singola cellula umana contiene in sé l’informazione di tutto il corpo. Il pensiero cinese è un pensiero analogico, in cui, una volta riconosciuta la corrispondenza tra certi aspetti di un fenomeno, si può applicare ed estendere l’analogia ad altri aspetti e fenomeni ed anche a metodologie operative. Questo metodo pratico di ricerca attraverso l’osservazione consente di cogliere in modo intuitivo dei particolari che altrimenti sarebbe difficile individuare. È utilizzando questa modalità, principalmente pratica ed empirica, che si sono sviluppate la Medicina Tradizionale Cinese e tutte le discipline somatotopiche che da essa derivano, come ad esempio l’Auricologia o Auricoloterapia, anche se le mappe e le cartografie auricolari cinesi antiche non avevano una disposizione molto logica e non erano per niente sistematizzate. Fu solo con la geniale intuizione del medico francese Nogier, padre dell’Auricoloterapia moderna, di rappresentare sull’orecchio un feto a testa in giù, che ebbe origine l’attuale mappatura auricolare. Possiamo immaginare di fare una fotografia del nostro corpo e proiettarla in scala ridotta sull’orecchio, ed è ecco che troviamo la perfetta rappresentazione del tutto in una singola parte. L’orecchio riproduce in sè una cartografia umana ancestrale embrionale.

 

Un metodo per ristabilire la salute

 

L’Auricologia è un metodo per ristabilire una condizione di benessere, più ampio rispetto ad un classico metodo di cura. Serve a conservare e migliorare lo stato di salute, aumentare l’energia e ristabilire l’equilibrio psico-fisico della persona. Attraverso semplici massaggi o pressioni su punti specifici del padiglione auricolare, facilmente reperibili, si possono regolare le differenti funzioni bioenergetiche dell’organismo umano. Non è soltanto un metodo per alleviare il dolore derivante da un’alterazione organica, che sarebbe la sua ripercussione immediata, ma tende col tempo a reinstaurare un equilibrio energetico e funzionale profondo tale da permettere all’organismo di recuperare la propria capacità omeostatica e di reazione/adattamento all’ambiente circostante, riportando così la persona, sempre che le sue condizioni energetiche lo permettano, ad uno stato di salute ottimale.

 

La risposta sicura

 

La maggiore efficacia di questa tecnica rispetto alle altre discipline riflesso logiche è dovuta alla vicinanza dei nervi auricolari, incaricati di trasmettere lo stimolo, al cervello, posizione che garantisce una risposta immediata e senza interferenze. La Medicina Cinese, inoltre, sostiene che “l’orecchio è l’orifizio del rene”, organo incaricato di immagazzinare la nostra energia essenziale.

 

Ogni volta che realizziamo un trattamento di auricologia stiamo indirizzando la nostra energia, canalizzando tutta la nostra potenzialità, nel rimettere in salute l’organo o la zona del corpo alterata. Secondo Nogier, l’Auricologia farebbe ritornare la nostra energia ad una situazione ideale, proprio come nel periodo embrionale.

 

ven

10

mar

2017

Cambiare le convinzioni

 

Tratto dal libro “La Medicina dell’Anima” di Eric Rolf….

 

Cambiare le convinzioni

 

 

 

Per la maggior parte di noi cambiare drasticamente il proprio sistema di convinzioni o qualche convinzione conflittuale sembra richiedere lunghi periodi di tempo, un gran numero di esperienze intense e dolorose per rivivere il passato o anni di terapia profonda e complicata.

Questa non è che un’altra convinzione. Puoi modificare le tue convinzioni per scelta o grazie al tuo impegno, oppure puoi modificarle con la stessa facilità con cui ti cambi d’abito. Il modo più veloce ed efficace per cambiare una convinzione è, semplicemente, capire di aver sbagliato, renderti conto che le cose non stavano nel modo in cui le sentivi, credevi e vedevi.

Ci sono molti metodi per cambiare convinzioni. Nei nostri corsi realizziamo esercizi semplici e non traumatici perché ciascuno possa scegliere da solo le convinzioni che lo fanno stare meglio. In genere, una convinzione viene sostituita con un’altra meno limitante.

Fondamentalmente il processo di cambiamento profondo è di semplice comprensione, però non è sempre facile da portare a termine. Spesso una persona non è disposta ad abbandonare una convinzione, perché crede di perdere con essa qualcosa di valore. Per questa ragione, il primo passo da fare è raccogliere e mettere in salvo ciò che la convinzione cerca di proteggere, perché possiede un valore per la persona.

Ogni cambiamento implica una sfida, una difficoltà. Tutti abbiamo delle opinioni che modifichiamo drasticamente, anche dalla sera alla mattina. Le nostre esperienze quotidiane producono dei cambiamenti nella percezione che abbiamo di noi stessi e della nostra vita. Ci sono persone che possono impiegare diversi anni a cambiare queste convinzioni e opinioni, altre invece non lo faranno mai. Quel che è certo è che ognuno crea la sua realtà, fisicamente e spiritualmente, secondo le sue convinzioni e sulla base del potere che dà loro nella sua vita. Le convinzioni creano la realtà, nella misura in cui credere e creare sono la stessa cosa. La questione è “Io creo”.

Il processo comincia sempre nel presente, perché è qui che abbiamo più potere. Nel presente scegliamo, creiamo il futuro e cambiamo anche il passato. Non possiamo cambiare ciò che è accaduto, però possiamo cambiare la nostra opinione su di esso, e questo ha un valore infinitamente maggiore, dato

che gli avvenimenti hanno più rilevanza come metafore che in quanto fatti in sé. Ciò che è avvenuto nel passato non è più qui e probabilmente non importa più a nessuno. Tu sei l’unico che continua ad attribuirgli un valore e questo non ti aiuta. Forse sarebbe meglio staccarti da quei fatti e lasciare che scompaiano, perché in realtà non esistono più: appartengono al passato ed esso non esiste in sé stesso, ma sei tu che gli attribuisci un certo grado di realtà.

 

Il passato

 

Ci sono molte cose che appartengono al passato e che continuiamo a portare con noi: alcune le consideriamo una sorta di medaglie, altre sono dei carichi pesantissimi. In realtà non esiste una distinzione, tutte fanno parte del nostro sacco di pietre privato. Può darsi che il sacco pesi così tanto che ci costa fatica persino camminare e che ci sia qualcuno che non riesce nemmeno a muoversi sotto il suo peso.

Quelli che chiamiamo pesi sono le cose che ci sono successe e che consideriamo come disgrazie, sono quei fatti che ci hanno segnato perché crediamo di averli gestiti male, di esserci sbagliati; sono circostanze che pensiamo di non esserci meritati di vivere, e ancora oggi non comprendiamo perché siano toccate proprio a noi. Quelle che consideriamo medaglie sono ciò che siamo stati e non siamo più, e questo basta a farci sentire tristi e depressi. È proprio questo che ci impedisce di vivere il presente, qui e adesso, perché ci tiene ancorati al passato rendendoci infelici per ciò che abbiamo avuto e che non abbiamo più, come la gioventù, la bellezza, l’amore, il potere, la fama e chissà quante altre cose.

Ci sono cose che hai vissuto e per le quali non hai ancora trovato un senso, e forse continui a chiederti perché è dovuta succedere una cosa simile proprio a te. Il perché non è importante; chiediti piuttosto; a che scopo mi è successo questo? Osserva le cose che ti sono capitate e di cui non hai compreso il significato. Ascoltalo adesso: il tuo corpo le mantiene vive perché tu possa ricevere il loro messaggio. Scopri come tutte le esperienze che hai vissuto, sia quelle che hai etichettato come buone che le cattive, ti stavano aiutando a un altro livello, a un livello più ampio.

Un modo pratico per dare un significato alla tua vita è scoprire come tutte le cose che ti sono successe siano legate tra loro, ispirate a un proposito più elevato. Osservandole in un contesto più ampio potrai notare che combaciano perfettamente e ti renderai conto che in effetti hanno un senso.

Ogni ambito della tua vita è rappresentato da una parte del tuo corpo. Se dalla prospettiva della tua vita presente, con l’aiuto dell’intuizione e della memoria personale, osservi in profondità le aree problematiche della tua vita e le esperienze o avvenimenti seme, e ti rendi conto che alcuni eventi che per te sono stati sgradevoli in realtà in quel momento ti stavano aiutando (e continuano ad aiutarti anche adesso), la tua visione delle cose comincia a cambiare: stai attivando il processo della tua guarigione.

 

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gio

23

feb

2017

Ciò che facciamo per ammalarci

 

tratto dal libro Medicina dell’Anima di Eric Rolf….

 

ciò che facciamo per ammalarci

 

Immagina che il modo in cui reagisci di fronte ad una determinata situazione faccia sì che una parte importante di te stesso non possa manifestarsi liberamente. Supponiamo che la repressione consapevole o inconsapevole di questa parte sia una delle cause che provocano il tuo problema fisico o la tua malattia. È una reazione inconsapevole e ripetitiva di fronte allo stesso tipo di situazione o a situazioni diverse che, per qualche associazione, tu interpreti come simili e a cui il tuo corpo reagisce allo stesso modo.

 

Questo modo di reagire viene condizionato da una serie di convinzioni, e queste si reggono su un “avvenimento seme” (probabilmente avvenuto nella tua infanzia) e su una serie di “eventi di rinforzo”, ovvero avvenimenti che nel corso della tua vita hai interpretato in maniera tale che quella convinzione si è radicata sempre di più.

 

Le convinzioni limitanti nascondono parti di noi stessi che scegliamo di ignorare o di non vivere. Questa parte di noi cerca comunque di esprimersi in un modo o nell’altro. Un modo in cui questa parte oscura si manifesta è attraverso i problemi fisici, e una stessa convinzione limitante può avere degli effetti in diverse parti del corpo. Approfondendo l’analisi di ciascuna di queste manifestazioni fisiche si può arrivare a scoprire la convinzione e aiutare così la parte nascosta a uscire allo scoperto. Per esempio, se una persona pensa che “tutto le riesce male”, questo modo di pensare farà sì che una parte di lei entusiasta, allegra o spensierata venga repressa. Questa parte si potrà manifestare fisicamente tramite problemi al petto, alla schiena, alle gambe, alle natiche o ad altri organi e con varie malattie. Approfondendo l’analisi di uno qualunque dei problemi menzionati, potremmo arrivare alla conclusione che la persona malata è molto concentrata sul suo passato e si sente una sua vittima. Però abbiamo appena cominciato, perché non sappiamo in che modo questa persona sia arrivata a questa situazione, cosa si nasconda dietro le sue affermazioni né come questo problema fisico le stia indicando la direzione da prendere per ottenere la guarigione.

 

Vediamo nel dettaglio come può realizzarsi la malattia o il disturbo. Supponiamo che tu sia passato attraverso un’esperienza in certa misura traumatica e, a causa del modo in cui hai reagito e delle decisioni che hai preso in quel momento, una parte di te sia rimasta bloccata. È come se ci fosse una parte di te contro un’altra. Sei diviso a metà: una parte di te vuole fare ed esprimere qualcosa e l’altra parte glielo impedisce. Con quanta più forza cerchi di avanzare in una direzione, con tanta più forza le tue resistenze tirano in senso contrario e la tensione interna che devi sopportare aumenta sempre più. Così crei un conflitto permanente nella zona del corpo in cui si scontrano le due forze, come se utilizzassi una parte della tua energia per reprimere l’altra. Queste energie divergenti provocano dentro di te uno shock che, da una parte, non ti permette di avanzare nella direzione che desideri e, dall’altra, ti obbliga a sopportare una tensione interna che esaurisce le tue resistenze e ti consuma.

 

Non c’è niente che possa essere represso: se lo soffochi in un modo emergerà in un’altra forma. La malattia è la manifestazione inconsapevole di una parte di te che non ti sei permesso di esprimere o che hai deciso di nascondere. È importante chiarire che la causa della tua malattia non è l’esperienza attraverso cui sei passato, ma è legata al modo in cui hai reagito ad essa, che a sua volta ha dato origine ad una serie di convinzioni limitanti che non ti hanno permesso di esprimerti completamente.

 

Ad esempio, una persona che ha vissuto un’esperienza in cui ha espresso i suoi sentimenti ma alla quale è stato fatto del male probabilmente ha formulato questa convinzione: “se mostro i miei sentimenti può venirmi fatto del male”. A causa di questa convinzione quella persona ha deciso, consapevolmente o meno, di reprimere, nascondere o ignorare una parte di sé. Può darsi che adesso quella parte cerchi di attirare la sua attenzione attraverso un problema fisico o una malattia, come potrebbero essere raffreddori frequenti, infezioni, dolori nell’area addominale o depressioni.

 

Il primo passo verso la guarigione è capire che non siamo vittime della nostra malattia ma che, in qualche modo, abbiamo partecipato alla sua creazione. Il passo successivo è scoprire come. Quando saremo in grado di capire il modo in cui abbiamo dato origine alla malattia, potremo fermarla e guarire.

 

ERIC ROLF

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dom

12

feb

2017

Il contesto della Medicina dell'Anima

Tratto dal libro "Medicina dell'Anima" di Eric Rolf

 

Tra tutti i corsi che faccio, la Medicina dell'Anima è quello che apre più porte, colpisce con più forza e rompe il maggior numero di schemi. Le prime volte che i partecipanti mi sentono parlare di questo tema rimangono un pò stupiti e forse un pò infastiditi, perchè ritengono che mi dilunghi troppo su cose apparentemente poco importanti, anche se in realtà sono concetti fondamentali che possono ampliare l'orizzonte della loro realtà quotidiana. Invece, quando affronto il tema degli organi, se ne salto qualcuno o lo analizzo solo superficialmente, qualche partecipante protesta perchè spera di ascoltare la metafora del suo problema fisico, curarsi all'istante e proseguire con la sua vita così com'è. Ma questo non è affatto possibile; infatti, anche se una cosa simile può succedere, non è la norma. Per la metafora generale di ogni organo e malattia c'è la guida, una sorta di dizionario che si può consultare in qualsiasi momento. Lo scopo dei miei corsi è che i partecipanti imparino ad ascoltare, a essere aperti; non si tratta solo di leggere, bisogna anche capire.

La guida delle metafore serve da esercizio per imparare ad ascoltare, perchè ognuno possa prendersi cura della sua vita, nell'ambito specifico indicato dalla metafora dell'organo.

In genere quando una persona ha mal di testa cerca una soluzione rapida e facile, come prendere un'aspirina. Di conseguenza se uno sente un dolore, ad esempio al ginocchio destro, grazie alla guida degli organi potrebbe immaginare che gli fa male perchè ha litigato con suo padre; quindi potrebbe pensare che basti chiedergli scusa perchè il dolore sparisca e per risolvere facilmente sia il problema al ginocchio che quello con suo padre. Non è così semplice, perchè questo metodo non è paragonabile ad un'aspirina per alleviare il dolore. Il problema alle ginocchia è solo una metafora, il simbolo del fatto che una parte di noi sta vivendo in modo poco consapevole, come se camminasse all'indietro, e indica una serie di circostanze legate al potere non materiale, probabilmente attraverso il padre o i modelli appresi da lui. Si tratta di diventare più consapevoli di quella parte della nostra vita e di voltarsi per viverla guardandola in faccia.

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gio

09

feb

2017

Il Codice Segreto del Corpo. Quando il tuo corpo ti parla.Come guarire e avere una salute vitale

Come si fa ad avere una salute vitale?

Comincia sapendo che ogni organo del corpo, esterno e interno, rappresenta anche una parte specifica della tua vita. E quando si intraprende un’azione nuova e appropriata in quella direzione, il corpo si cura rapidamente, addirittura a volte sembra un miracolo.

 

Il Codice Segreto del Corpo (CSDC) non si occupa tanto di sistemi di medicina, che di quelli ce n’è moltissimi e tutti servono fino ad un certo punto. Questa è una forma di auto-guarigione, facile, veloce, nuova e completa, è più un approccio di creatività e comunicazione. È come un linguaggio magico basato tanto su conoscenze antiche quanto sulle avanguardie della scienza. Il CSDC è facile e si capisce immediatamente, poichè il corpo ti parla con un disturbo in un posto e organo specifico.

 

Ora puoi avere una salute ottima; fisica, mentale ed emozionale. È uguale a quando qualcuno ci chiama o addirittura ci urla: quando gli dai attenzione, smette di gridare. Senza saperlo, eri tu stesso la fonte di questo grido di attenzione, di desiderio di curarti, in un linguaggio universale: Il codice segreto del Corpo.

 

Tutti noi desideriamo avere le tre aree fondamentali della vita in equilibrio, Salute (fisica, emozionale e mentale), Denaro (potere) e Amore (relazioni fantastiche). Quando hai a tua disposizione questo nuovo punto di vista, puoi vedere come il corpo ti parla della tua vita intera per poter mantenere questo equilibrio tanto importante.

 

Il Codice Segreto del Corpo ci aiuta a decifrare i messaggi della vita, della nostra vita nel qui e ora, e ci apre anche un cammino verso molte altre conoscenze. Queste conoscenze sono state condivise da quasi 40 anni, insieme ad altre del paradigma, conosciuto come Il Cammino del Sapore e La Medicina dell’Anima, quando la salute era l’approccio principale. Qui hai uno dei pilastri principali aggiornato ed ampliato da questa visione che ancora segue essendo la più avanzata sul corpo umano, visto non solo come carne e movimenti biochimici.

 

Eric Rolf

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