Mentalità da ricco o povero

Anche questo è Eric Rolf

Altro argomento trattato nei corsi con Eric Rolf...

"MENTALITA' DA RICCO, O DA POVERO"

-Come influisce continuamente sulla tua salute, sulla tua prosperità e sulle

tue relazioni

-Come individuare ed eliminare le convinzioni da "povero"

-Come agire da "ricchi"

-Domande e risposte

Commenti di Eric Rolf sul tema: Come sapere se vedi il mondo come un

"ricco", o come un "povero"

Tutti i crimini e le azioni dannose di qualsiasi genere si basano su una mentalità

da "povero", comprese le tue decisioni quotidiane, se vanno contro il tuo

benessere, sia la salute, l'economia o le relazioni.

E' curioso che, quando una persona decide di compiere o di evitare una certa

azione, lo fa credendo di ottenere qualche beneficio.

Non si può sapere con esattezza quali saranno le conseguenze delle nostre

decisioni e delle nostre azioni. Potrebbero anche essere, o apparire negative

nell'immediato, per poi rivelarsi necessarie al compiersi di un altro risultato

positivo.

Sappiamo, però, che azioni compiute in una prospettiva da "ricco" generano una

notevole vibrazione creativa positiva, che influisce su tutta la nostra vita, anche

se i risultati immediati non sono quelli sperati.

Essere e pensare come un "ricco", oppure come un "povero" è qualcosa che si

apprende; anzi, veniamo al mondo ricchi, giacché nel ventre non ci mancava

niente, dopodiché impariamo ad essere "poveri", oppure prendiamo coscienza di

essere "ricchi".

Ricchezza e povertà sono argomenti ben conosciuti; invece è curioso come due

persone cresciute nello stesso luogo, ricevendo la stessa educazione e avendo

le stesse opportunità, finiscano poi facendo vite molto diverse. E' chiaro che

l'educazione fornisce conoscenze, ma non sempre offre le motivazioni per

metterle in pratica.

Ci sono culture che favoriscono una mentalità anziché un'altra. Quando si usa la

parola "mentalità", s'intende che include gli stati emozionali; forse abbiamo

bisogno di un'altra parola, qualcosa come "mentalità emozionale", oppure punto

di vista "mentazionale". Ci sono persino indicazioni scientifiche sul fatto che il

cuore sembra funzionare come un cervello.

Mentalità è la parola giusta, perché comprende tutte le nostre conoscenze e

convinzioni sul mondo; è il punto da cui lo vediamo. E' questo punto di vista che

ci fa sentire più o meno a nostro agio, come la persona che si sente a disagio in

un ristorante di lusso anche se è invitata, o all'opposto, un ricco che si sente a

disagio in un quartiere popolare.

Nella comunicazione si sa che il contesto dà il senso all'informazione; uno dei

nostri contesti fondamentali è quello di essere "ricco", cioè essere e avere

abbastanza per poter agire all'istante, e l'altro è quello di essere "povero", cioè

sentirsi privo di possibilità nel momento cruciale. E' un atteggiamento interiore

che condiziona la nostra vita e ogni decisione o azione intrapresa. C'è un

aneddoto in proposito; due commercianti di scarpe vanno in un villaggio africano

per valutare la possibilità di fare mercato. Uno dice:"Qui non c'è mercato perché

nessuno usa scarpe; vanno scalzi".

Invece l'altro dice:"Qui c'è grande opportunità di mercato; sono tutti senza

scarpe". Solitamente, il "povero" vede il problema e il "ricco" vede la soluzione.

Cosa significa essere "ricco" o "povero" nell'ambito delle relazioni? Anzitutto, il

"ricco" vede il mondo come un insieme di relazioni mentre il "povero" lo vede

come qualcosa di distaccato, di cui ha un certo timore.

Il "ricco" sa che per realizzare qualcosa di nuovo è necessaria una visione e

l'impegno di sostenerla, alimentandola con le azioni. La visione di un melo

provoca l'interro di un seme e la cura della piantina finché sarà cresciuta e darà

mele.

Il "povero" pensa con il portafoglio, se si può permettere di comprare o no; vive in

una prospettiva di tempo a breve termine. Molti operai riscuotono la paga

settimanalmente, mentre i loro capi riscuotono mensilmente; è chiaro che

ambiente di vita e quantità sono molto diversi. E pensare che usare

l'immaginazione richiede solo tempo e un po' di entusiasmo.

Dove c'è più rischio e responsabilità ci sono più opportunità.

La cosa importante è la pratica di essere "ricco", perché può succedere che uno

nasca in una famiglia ricca per certi aspetti, ma povera in altri; e viceversa.

Le pratiche spirituali come la respirazione cosciente, la meditazione, la

pianificazione scritta, l'organizzazione del tempo e la visualizzazione sono attività

con mentalità da "ricco".

Il "povero" vede cose grandi e gli sembrano difficili, laddove il "ricco" ha la

visione di una possibilità e dei primi passi da fare verso di essa.

Il "povero" crede che "se non lo può fare lui direttamente, non lo può ottenere". Il

"ricco" sa che ogni risultato è frutto di uno sforzo collettivo, sia pure con la sua

parte di responsabilità personale.

Perfino l'artista sa che lui dipinge solamente il quadro, ma è qualcun' altro che

decide se comprarlo o no. Saper condividere è ciò che viene chiamato marketing

e per molti artisti è una sfida. Il marketing rappresenta il dare. Dio è il direttore

marketing dell'universo.

Ricco o povero (r / p)

Come ti consideri rispetto a:

(r / p) le questioni economiche

(r / p) le questioni di salute

(r / p) come vedi il tuo coniuge, i figli e altre relazioni

(r / p) i piaceri che ti permetti

(r / p) il tuo rapporto con l'educazione

(r / p) il tuo lavoro

(r / p) il tuo rapporto con te stesso (autostima e accettazione)

(r / p) le tue convinzioni riguardo gli altri

(r / p) le convinzioni su ciò che pensi sia possibile o impossibile per te

(r / p) la visione di te stesso come artista e creatore

 

 

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